Toccami, di Bruno Vitiello

Toccami di Bruno Vitiello
Edizioni Della Vigna 2017
Collana: Gli espressi
Genere: Fantascienza

Sinossi:

Aarn Aedorn, direttore di un museo artistico di scarsa importanza su un pianeta periferico, vince un concorso come sovrintendente e viene assegnato al difficile incarico di responsabile delle relazioni artistico-culturali su Menkalinan, un mondo da poco entrato in contatto con la Federazione. L’architettura e la sensibilità degli extraterrestri sono tremendamente aliene… ma Aarn è costretto a inaugurare velocemente un’esposizione dell’arte umana. Tutto quello che la Terra ha prodotto in secoli di storia e quindi capolavori. Ovviamente  la mostra viene malgiudicata dagli alieni e Aarn cerca di capire le differenze e di come una civiltà aliena senza il senso del tatto possa percepire l’arte terrestre.  E che tipo di arte possono avere questi alieni.

Aarn è una persona pignola e innamorata del proprio lavoro ma vorrebbe fare carriera superando i mille ostacoli della burocrazia della Federazione (modellata su quella italiana). Su Terra 5 gestisce un museo al meglio, ma si tratta di un pianeta di periferia che non soddisfa le sue aspirazioni. Partecipa quindi a un concorso per ottenere un incarico adeguato alle sue capacità professionali, finendo per diventare sovrintendente di un museo su Menkalinan. Aarn inizia il suo lavoro con entusiasmo e anche con una certa prudenza. Forzato dal direttore del consolato a organizzare una mostra di arte terrestre, Aarn stampa in 3d le migliori opere del patrimonio umano. Ma gli alieni di Menkalinan, privi del senso del tatto, non comprendono l’arte terrestre. Il pessimo risultato della mostra costringe il povero Aarn a dover andare sulla Terra per fornire delle spiegazioni. Quando gli restano pochi giorni da passare sul pianeta, fortunatamente riesce a conoscere un’aliena a cui la mostra è invece piaciuta: infatti, a differenza dei suoi simili, soffre di una patologia che non la priva delle funzioni tattili.

I vari personaggi, come il il direttore, il dottore o il biologo del consolato fanno da contorno, mentre invece,  a fare da contrappunto al nostro protagonista è l’aliena, la quale riesce, cosa inaudita per i suoi simili, persino a toccare. Per il resto della popolazione, la mancanza del tatto è una barriera insormontabile che tiene a distanza i terrestri e la loro cultura. Questi alieni infatti usano la telecinesi per manipolare gli oggetti, evitando qualsiasi contatto fisico, tanto da nascondere gli arti superiori, ormai vestigiali, con dei manicotti.

Il momento cruciale della storia è l’incontro segreto, cercato sia dall’aliena che da Aarn, un umano e una menkalinaniana curiosi entrambi l’uno dell’altra. Gli incontri si ripetono e Arrn ha modo di veder apprezzate, finalmente, le opere della civiltà terrestre, aiutando allo stesso tempo l’aliena a comprendere meglio il senso del tatto.

L’autore è indubbiamente un esperto della scrittura, e il suo stile risulta impeccabile, con un lessico semplice ma appropriato. La lettura è scorrevole, per non dire piacevole. Ma a colpire davvero, più di ogni altra cosa, è la grande originalità della storia.

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