Caccia selvaggia, di Mariateresa Botta

Le pubblicazioni fantastiche nostrane, a prescindere da generi o etichette, sono numerose e ogni anno l’ammontare di storie, sia brevi sia lunghe da leggere e scoprire, cresce mostruosamente. Non è facile districarsi in questo mare magno e le delusioni, com’è naturale, sono sempre dietro l’angolo.

Per mia fortuna, fin dalle prime pagine di “Caccia selvaggia”, della campana Mariateresa Botta, ho capito di essere davanti a un racconto che avrebbe soddisfatto i gusti e le aspettative del sottoscritto che, voglio sottolinearlo, non ha velleità di critico ma cerca solo svago e divertimento, possibilmente intelligente e ben confezionato.

La storia, nella sua struttura, è crudelmente perfetta e scava alle origini di un mito universalmente noto della letteratura gotica. Misto intrigante di fantasy storico e new weird, con profonde venature horror, “Caccia selvaggia” è un lavoro curato sotto ogni punto di vista, anche di ricerca storica, che mi sento di dire sarebbe piaciuto alla compianta Tanith Lee. A insaporire ulteriormente il piatto, un pizzico (appena) di erotismo malato e feroce.

Personalmente più che di Robert E. Howard o H. P. Lovecrat (molto amati dalla scrittrice) vi ho sentito echi del crudo realismo di Steven Erikson, soprattutto per come viene presentato il rapporto profondo, viscerale, morboso e tenero allo stesso tempo, che lega i due fratelli al centro della narrazione e che, inevitabilmente, conduce la trama verso il dramma finale.

Se un difetto proprio si vuole trovare, forse qualche pagina in più non avrebbe guastato. Non resta quindi che esortare la scrittrice, la cui maturità nello stile è palese, a cimentarsi con opere più corpose. Da parte mia, mi metterò alla ricerca di altri lavori da lei firmati. Buone letture.

 

Mariateresa BOTTA, CACCIA SELVAGGIA, Delos Digital, collana Fantasy Tales, pubblicazione digitale, 2018, prezzo ebook 1,99 €.

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