I fiumi di Coyote, di Allen M. Steele

Per un momento, intravide un ultimo scorcio di una figura vestita di nero che camminava attraverso la scogliera, dirigendosi verso le fitte foreste. E poi se ne andò, lasciandola a seguire un sentiero che era suo, e soltanto suo.
(trad. di Lamberto Lolli)

 

Presentazione della Delos:

Questo romanzo breve, pieno di avventura, suspence e condito anche da un pizzico di romance, racconta le vicende e le disavventure di Marie Montero e Lars Thompson, due veterani della rivoluzione contro il dominio coloniale terrestre che vengono mandati in esilio dalla cittadina di Liberty, ad esplorare l’ampio territorio ancora sconosciuto che circonda il piccolo baluardo di civiltà in mezzo a un enorme pianeta pieno di pericolo noti, come i boyd, giganteschi uccelli predatori, e ignoti.

Nel loro viaggio saranno accompagnati dal savant Castro, il vice-governatore terrestre della colonia, di fatto ormai unico ricordo di un periodo di guerra che tutti vogliono dimenticare. I tre non hanno molta fiducia l’uno negli altri, ma le sfide del pianeta e dei suoi immensi fiumi li costringeranno a trovare una via di compromesso e a metter da parte rancori personali: un viaggio avventuroso che li costringerà soprattutto a crescere a maturare… anche perché, dopo l’incontro con i cavalli del fiume il mondo non sarà più lo stesso…

 

Se un difetto si vuole trovare nell’altrimenti ottimo “I fiumi di Coyote” (The River Horses, 2007, collocato temporalmente dopo Coyote Rising di cui riprende alcuni personaggi) è la sua brevità. L’autore statunitense è bravissimo a raccontare, in un numero limitato di pagine, quella che è sostanzialmente una storia di crescita individuale. Ma la trama, incentrata sulla maturazione e l’ingresso nell’età adulta di Marie Montero, è talmente ricca di spunti e suggestioni che invece di un romanzo breve ne sarebbe venuta fuori un’opera ben più corposa, capace di rivaleggiare per quantità e qualità con i titoli più noti della serie ambientata nell’universo di “Coyote”.

Sebbene si rimanga coinvolti dalle vicende, esterne e interne, della giovane protagonista e dei suoi compagni di viaggio, in primis il cyborg Castro, le acque fluviali e le verdi sponde di Coyote sono al centro della narrazione, nel pieno rispetto delle regole del planetary romance. Che, in questo caso, si tinge di venature western grazie a paesaggi sconfinati, che ricordano quelli delle grandi pianure nordamericane, a fangosi insediamenti di frontiera, e a un gruppo disomogeneo di pionieri e diseredati, disposti a spingersi dove nessun umano è mai giunto prima.

Mentre i romanzi di questo ciclo sono stati pubblicati da Mondadori (Coyote Frontier è apparso nella collana Jumbo nel 2018), la Biblioteca di un Sole Lontano si è impegnata nella traduzione e nella presentazione dei numerosi racconti, più o meno lunghi, che fanno da cornice a questa vera e propria epopea di esplorazione e colonizzazione. Dopo “Cattedrali” e “I fiumi di Coyote” non resta che attendere nuove uscite, augurando al curatore Sandro Pergameno, al grafico Tiziano Cremonini e ai traduttori tutti buon lavoro.

 

Allen M. STEELE, I FIUMI DI COYOTE (The River Horses, 2007), trad. di Lamberto Lolli, Delos Digital, collana Biblioteca di un Sole Lontano, pubblicazione digitale, prezzo 2,99, €. 2018.

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