Heptahedron, di Maurizio Cometto

Il col du Ravin è qualcosa di più di una semplice salita… Gli ultimi quattro chilometri si dipanano fra tornanti che serpeggiano in una desolazione di pietre e di polvere, senza vegetazione, senza ombre ristoratrici, con l’unica compagnia del torrido sole di un pomeriggio di metà luglio.
E poi ci sono loro. Ciclisti periti in incidenti di gara o finiti dal caldo e dalla fatica, disperati perduti tra le sue rocce labirintiche e mai più ritrovati.

(dal racconto “Maglia a pois”)

 

Presentazione Acheron Books:

Una gara di ciclismo prende una piega inaspettata. Un cantiere di operai alle prese con un misterioso obelisco. Un nuovo mondo scoperto dai marinai di una spedizione del passato. L’inquietante rito di iniziazione di un gruppo di ragazzini. Un bizzarro modo di addormentarsi. Un epico, impossibile e definitivo concerto rock. Una telefonata misteriosa nel cuore della notte. Facile distrarsi, leggendo questi sette racconti di Maurizio Cometto. Facile abbassare la guardia, ritenendole innocue fotografie di vita quotidiana. Ma per il lettore sarebbe un grave errore, potenzialmente fatale.

 

Il caso ha voluto che mi imbattessi, anni fa, nell’opera di Maurizio Cometto, scrittore piemontese che per i più non ha bisogno di presentazioni. Da allora non me ne sono più allontanato: infatti quando si ha la fortuna di trovare un autore nostrano di valore, nella marea di scribacchini che proliferano anche grazie ai Social, è cosa saggia tenerselo stretto e continuare a seguirlo. E’ quindi con molto piacere che mi sono avvicinato a Heptahedron, un’antologia che raccoglie sette suoi racconti, già pubblicati in passato sebbene “Rock Show” sia presente in una nuova versione.

La fedeltà è stata ampiamente ripagata. I racconti, ascrivibili al genere fantastico (con un’incursione fantascientifica), confermano da una parte lo stile limpido e scorrevole di Cometto, autore che mette sempre al centro la visione dal punto di vista del narratore, dall’altra ribadiscono le tematiche a lui più care, come la percezione della realtà che ci circonda e soprattutto l’infiltrazione del fantastico e dell’assurdo nella vita quotidiana di persone comuni.

Forte è l’eredità di Philip K. Dick, come si avverte dalle parole di un protagonista: “I veri morti siamo noi; loro sono vivi” (da “Rock Show”). Non meno intensa è l’influenza di Julio Cortázar – il titolo dell’antologia è un omaggio proprio all’autore nato in Belgio da genitori argentini – e in generale del realismo magico di stampo sudamericano. Ma l’originalità delle storie, è bene sottolinearlo, è tutta del narratore di Cuneo.

Questo insieme di fattori fa sì che Maurizio Cometto, capace di cimentarsi con successo sia con la forma lunga del romanzo sia con quella breve del racconto, sia acclamato, a ragione, tra i più talentuosi scrittori italiani degli ultimi anni.

Ricordo che coloro che volessero saperne di più su questo autore e i suoi lavori, possono visitarne il blog personale:

http://mauriziocometto.weebly.com/

 

Maurizio COMETTO, HEPTAHEDRON, Acheron Books, 115 pp., 2017, prezzo di copertina 10,00 € (ebook 2,99 €).

Una risposta

  1. Gaya ha detto:

    Assolutamente d’accordo sull’originalità di Cometto, non ostante l’eredità, magnificamente coltivata e fatta propria, dei giganti citati, Dick e Cortàzar, e non solo… E d’accordo sulla preziosità e quasi unicità di un autore così poetico, ma anche legato a temi orrorifici ed esoterici, nel desolante panorama nostrano contemporaneo! Maurizio Cometto è un grande…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *