Un anno di letture (fantastiche e no), considerazioni a cura di Vincenzo Cammalleri

Come è ormai consuetudine mi accingo a scrivere poche righe sulle letture dell’anno appena terminato. Il mio rapporto letture presenta un saldo finale di 76 libri tra romanzi, antologie e saggi. Spendo qualche parola sui libri che mi hanno colpito, su quelli che più ho apprezzato oppure su quelli che semplicemente sono così conosciuti da meritare in ogni caso una citazione. Non si tratta di un sunto esaustivo, ma di una sorta di nota a margine, un dilettantesco gioco per tener traccia, anno per anno, delle letture che ho trovato più significative o che hanno semplicemente appagato il mio personalissimo palato letterario.

 

Il Mondo senza di Noi di Alan Weisman.

Avevo avuto modo di apprezzare l’omonimo documentario ed ho approcciato questo saggio con aspettative discretamente alte. Il libro non è esattamente quello che mi aspettavo, la copertina è ingannevole. Il tema è quello, ma non è un racconto ipotetico di come cambierebbe il mondo con la scomparsa dell’uomo, è più un’analisi superficiale di come l’uomo ha influenzato l’ambiente in cui vive. Non mi ha convinto del tutto, forse anche a causa delle false premesse.

 

Tempesta di Spade, Il Banchetto dei CorviLa Danza dei Draghi di George R. R. Martin.

Gli ultimi tre volumi della fortunata (con pieno merito) saga di Martin. Mentre la serie tv si appiattisce verso un vuoto battagliare trascurando introspezione, approfondimento e intrighi di palazzo, la penna di Martin continua a tracciare segni che lasciano un’impronta indimenticabile. Inutile dire che si tratta di una delle poche saghe in cui con l’aumentare delle pubblicazioni il livello continua a restare altissimo. Ci facesse la grazia di scrivere gli ultimi due romanzi…

 

L’uomo che credeva di essere se stesso di David Ambrose.

La storia avvincente e conturbante di un uomo che scopre di non aver vissuto la vita che pensava di aver vissuto. O forse l’ha vissuta e adesso ne sta vivendo un’altra. Chiaramente non posso dirvi molto sulla trama, vi rovinerei il piacere di una eventuale lettura, ma se vi piacciono i romanzi introspettivi questo potrebbe essere una buona scommessa.

 

Faccetta Nera di Arrigo Petacco.

Un libro che ha il pregio di raccontare una storia così come è avvenuta, senza giudizi morali sugli uomini che ne hanno fatto parte. Racconta gli eventi e i meccanismi che portarono alla guerra in Abissinia e all’esasperazione degli attriti tra le grandi potenze del mondo e le potenze in ascesa come l’Italia e la Germania. Se volete andare oltre la retorica che divide il mondo in buoni e cattivi questo libro fa al caso vostro.

 

La Moglie dell’Uomo che Viaggiava nel Tempo di Audrey Niffenegger.

La storia di un amore che nasce nel modo più improbabile, attraverso viaggi nel tempo e contorsioni spaziotemporali. Un romanzo toccante, sul legame profondo che può venirsi a creare tra due esseri umani che intrecciano le proprie anime in maniera così inestricabile da non saper più separare ciò che era prima.

 

Progetto Marte di Wernher von Braun.

Il geniale ingegnere tedesco aveva realmente progettato una missione umana su marte. In questo romanzo mette per iscritto, chiaramente in forma “romanzata” il piano della missione. Più che un racconto è in realtà una descrizione minuziosa della realizzazione di tale impresa. Come romanzo non vale molto, ma si tratta di una curiosità storica di gran valore per qualsiasi appassionato.

 

Collasso di Jared Diamond.

Come le società scelgono di morire. Tratta approfonditamente il come e il perché del declino culturale, politico, militare delle società nella storia umana. Diamond avanza supposizioni e approfondisce il tutto con lunghe dissertazioni che mi hanno appassionato per la loro precisione. Un saggio affascinante, approfondito e ben scritto.

 

Metà della Terra di Edward O. Wilson.

Se considerassimo metà del pianeta una riserva naturale dalla quale ritirarci completamente? Riservare alla specie umana la metà del pianeta e abbandonare l’altra metà. La proposta provocatoria di questo saggio è che sia necessario, e fattibile, per salvare il pianeta dall’inquinamento e dalla devastazione. Chiaramente si tratta di qualcosa di inattuabile allo stato attuale, ma è pur sempre una lettura interessante.

 

Armi Acciaio Malattie di Jared Diamond.

Altro notevole saggio di Diamond. Perché una civiltà prevale su un’altra? Come le condizioni climatiche e geografiche influenzano il modo in cui una civiltà si sviluppa? Pur trovando questo questo saggio più prolisso di Collasso, ho comunque apprezzato tutti i capitoli. Si percepisce, leggendo l’opera, l’infinito amore per la conoscenza che trasuda da ogni pagina.

 

Arancia Meccanica di Anthony Burgess.

Un agile romanzo, reso famoso dall’omonimo film. Meno impressivo rispetto a quest’ultimo, ma certamente più introspettivo. Azzeccatissima l’espressione che dà il nome al romanzo e che viene ben spiegata da Burgess. Privare un uomo della capacità di compiere il male sembra una grande conquista per l’umanità nel suo complesso, ma un uomo che non può scegliere tra il bene e il male cessa di essere un uomo.

 

La Scimmia Nuda di Desmond Morris.

Sulla bocca di tutti in seguito alla vittoria di Gabbani al festival nazionale, mi ha incuriosito abbastanza da spingermi a leggerlo. Agile volumetto, neppure tanto impegnativo. Per certi versi dissacrante, sicuramente divertente come non mi aspettavo. Non direi che sia poi eccezionale, ma può valere una lettura.

 

Risvegli di Oliver Sacks.

Un classico delle letteratura divulgativa in ambito medico, le storie di uomini e donne “risvegliati” dall’avvento di un nuovo farmaco. Sacks racconta la sua esperienza di medico a contatto con questi pazienti, la loro sorpresa nello riscoprirsi capaci di vivere e la delusione, lo sconforto, nello scoprire che gli effetti del farmaco sono irregolari e imprevedibili.

 

La Ragazza di Fuoco, Il Canto della Rivolta di Suzanne Collins.

Gli ultimi due romanzi del ciclo degli Hunger Games, ciclo che ho approcciato con molta diffidenza (il clamore mediatico scatena spesso i miei pregiudizi) e che invece mi ha riservato piacevoli sorprese. Intendiamoci, non parliamo di un capolavoro della letteratura, ma di un buonissimo Young Adult che mi ha appassionato e divertito.

 

Terrorismo Occidentale di Noam Chomsky & Andre Vltchek.

Chomsky è un pungolo, una provocazione ambulante che può servire a infrangere il monolitismo della vulgata occidentale sui buoni e sui cattivi. Come la Klein di NoLogo è notevole quando dissacra il capitalismo e i suoi tentacoli, è al contrario meno credibile quando tenta di proporre valide alternative forse perché incespica in versioni infantili di un socialismo anarchico (what?) in cui tutti sono buoni e fratelli.

 

Il Senso di una Fine di Julian Barnes.

Di questo libro lascio una citazione, se questa non vi convince a leggerlo siete delle brutte persone: La storia è quella certezza che prende consistenza là dove le imperfezioni della memoria incontrano le inadeguatezze della documentazione.

 

Il Deserto dei Tartari di Dino Buzzati.

Certi libri li senti nominare per anni e forse proprio per quello li tieni a debita distanza. Poi quasi per caso finisci per leggerli e ti accorgi che non sono male, ma forse neppure quei gran capolavori immortali che qualcuno sembrava voler far credere.

 

La Via di Fuga di James Dashner.

Dopo aver visto con piacere il divertente “Il Labirinto” mi sono deciso a leggere il libro di cui questo è il seguito. Sembra un ciclo affascinante, il mistero mi incuriosisce e la storia è narrata benissimo. Un più che buono Young Audult a cui dare un’occasione.

 

Sottomissione di Michel Houllebecq.

Nella Francia del prossimo futuro un partito musulmano ottiene il potere grazie all’appoggio dei “moderati” contrari ad ogni costo alla destra nazionalista. Il risultato? L’immediata islamizzazione della società. Con conseguenze non proprio piacevoli per i nostri neppure tanto amati Radical Chic. Houllebecq racconta tutto dal punto di vista di un professore universitario, lontano dalle disgrazie della povera gente e perfettamente in grado di mettersi a suo agio nel nuovo ordine sociale.

 

Saggio sulla Lucidità di Saramago.

Diciamoci la verità, l’idea è notevole. Lo sviluppo meno. Lo stile è da bocciatura. Mi tirerò addosso le ire di chi deve osannare i “maestri” a prescindere, ma periodi di 16 pagine senza un a capo sono illeggibilli. Non c’è sperimentazione che tenga. Per come è scritto Saramago rende pesantissimo un romanzo che poteva benissimo essere agile e scorrevole.

 

Le Tre Stimmate di Palmer Eldritch di P. K. Dick.

Ho sempre avuto difficoltà con Dick, ottime idee ma sviluppo ben distante dai miei gusti. Questo è stato quindi una piacevolissima sorpresa. Il solito Dick che catapulta il lettore in un dedalo di pagine in cui è impossibile stabilire cosa sia reale.

 

La Possibilità di un’Isola di Michel Houllebecq.

Seconda lettura di Houllebecq, ancora una volta il protagonista è benestante (anzi, in questo caso è ricco) e vive una vita distante dalle masse per le quali prova un distintivo disgusto. Cinico, disincantato, solo per visione personale del mondo, viene in contatto con una setta che promette la vita eterna. E realizza qualcosa che non lo è ma può ricordarla.

 

Oltre il Cielo di Renato Pestriniero.

Seguito del racconto “Una Notte di 21 Ore”, nel volume oltre a quest’ultimo è presente anche il racconto Nè Ariel Nè Calibano. Pestriniero indaga l’io più profondo dell’animo umano, le paure, le speranze, i sogni e gli incubi più oscuri. Pecca, forse, di una sorta di tentativo moralizzante, di un ingenuo pacifismo tipico di chi dimentica che la vita, da miliardi di anni, è lotta.

 

I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre? di Dave Eggers.

Un giovane fallito, disoccupato e con problemi relazionali, rapisce un astronauta, un insegnante in pensione, politico, persino la propria madre, allo scopo di interrogarli e trovare risposte alle sue domande. Vuole indagare i perché dei suoi fallimenti, finendo per trovare in chiunque la colpa di tutto, tranne che in se stesso.

 

Player One di Ernest Cline.

Certi romanzi sono viaggi in un mondo fantastico, divertimento allo stato puro, tanto che perdoneresti qualsiasi ingenuità, qualsiasi imperfezione, perché in fondo assumono i toni della fiaba. Questo è Player One, un inno al consumismo degli anni 80, ai videogiochi, alla musica, ai film. Se ha divertito chi è nato alla fine di quegli anni, non potrà che essere amato da chi li ha vissuti.

 

Il Rosso di Marte di Kim Stanley Robinson.

Ammetto che le aspettative riposte in questo romanzo erano altissime. Descritto come il primo di una trilogia che rappresenta una epopea straordinaria, mi ha un pizzico deluso. Intendiamoci, non è per niente male, anzi, ma l’ho trovato sterile, come se pur restando impresso nella memoria non riesca tuttavia a farsi amare.

 

Mono No Aware ed altre storie di Ken Liu.

Ne ho trovato una versione sul web che contiene anche un quinto racconto, di seguito riporto i titoli dei racconti che compongono l’antologia con l’aggiunta del quinto alla fine. Ken Liu narra storie ricche di introspezione, che indagano gli adattamenti umani alle nuove tecnologie. Mai, in vita mia, avevo amato così una antologia. Mai avevo amato così tanto ogni singolo racconto. Inutile dire che è andato dritto nell’elenco dei miei libri preferiti.

Simulacro;

Mono No Aware;

Restare indietro;

Del tutto altrove, vaste mandrie di renne;

L’uomo che mise fine alla Storia.

 

Il Cerchio di Dave Eggers.

Conoscere è bene, conoscere tutto è meglio. La pervasività dei social, il sogno di sapere e controllare tutto. Il sogno della totale sicurezza, se tutto può essere monitorato si possono evitare crimini e tragedie. Eppure, tanto più si stringono le maglie della sicurezza, tanto più si limitano le libertà personali. Libertà e sicurezza sono legate in una sorta di equazione di Schrodinger da cui risultano decisamente inversamente proporzionali.

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