Un anno di Fantasy

Poche novità nel campo del fantasy hanno contraddistinto il 2017, ma in compenso abbiamo avuto firme importanti e ristampe da non perdere. Per cominciare con un grande nome del grimdark, Mondadori ha pubblicato Tredici Lame (Sharp Ends) di Joe Abercrombie, antologia di racconti ambientati nell’universo della Prima Legge (The First Law Trilogy) e relativi spin-off. Una lettura imperdibile per chi apprezza il cinico umorismo del famoso scrittore inglese, soprattutto considerando che non potremo leggere un suo nuovo romanzo fino al 2019. Come strenna natalizia abbiamo poi avuto la ristampa dei racconti di Clark Ashton Smith, pilastro dell’heroic fantasy, con Atlantide – i mondi perduti, che nella sua divisione in quattro parti raccoglie i cicli di Atlantide, Averoigne, Zotique e Xiccarph. Sempre Mondadori ha ristampato La paura del saggio (The Wise Man’s Fear), secondo volume delle Cronache dell’Assassino del Re (The Kingkiller Chronicle) di Patrick Rothfuss, già pubblicato da Fanucci. I due romanzi di Rothfuss hanno avuto un grande successo internazionale e sono stati opzionati da Showtime per realizzarne una serie TV, nonostante il terzo e conclusivo volume si faccia desiderare da diversi anni ormai, rischiando la fine delle Cronache di George RR Martin. Troppo menagramo? Vedremo, c’è chi mormora che il 2018 sarà l’anno in cui i fan dello scrittore riusciranno finalmente a leggere la fine della trilogia. Infine, Mondadori ha tradotto il romanzo vincitore del Premio Nebula 2015 Cuore Oscuro (Uprooted) di Naomi Novik, apprezzata autrice della serie Temeraire, in parte pubblicata a suo tempo dalla Fanucci. Cuore Oscuro è uno standalone che s’ispira al mondo delle fiabe a tinte dark, che pur non essendo ufficialmente classificato come uno YA, forse si inserirebbe meglio in questo genere.

Alla Sperling & Kupfer si deve la pubblicazione dell’ultima fatica di Robin Hobb, altra firma stellare dell’epic fantasy, che ha consegnato ai suoi lettori il libro conclusivo delle avventure di Fitz e il Matto, nonché ultimo (ma sarà davvero l’ultimo?) romanzo della lunga e complessa serie degli Antichi, L’Assassino. L’ultima caccia (Assassin’s Fate). Il verdetto dei fan è stato molto positivo: L’ultima caccia chiude degnamente un ciclo di grande spessore, caratterizzato da un solido worldbuilding e un’approfondita caratterizzazione dei personaggi, in grado di soddisfare persino gli esigenti estimatori di George RR Martin. Se vi piace scavare nell’animo dei protagonisti e volete leggere romanzi che siano originali e pieni di sense of wonder, allora la Hobb fa per voi.

La Fanucci, nonostante ultimamente sembri più orientata verso la fantascienza, ha pubblicato l’ultimo volume della quadrilogia The Faithfull and the Fallen, Wrath, di John Gwynne, autore emergente dell’epic fantasy, vincitore con il primo volume della serie, Malice, del Morningstar Award. Per l’ambientazione dei suoi romanzi, Gwynne si è ispirato liberamente alla tradizione celtica e cristiana, ottenendo un ottimo successo. Consigliato a chi ama i combattimenti (che sono tanti) e si accontenta di una caratterizzazione dei personaggi piuttosto superficiale e dialoghi non propriamente brillanti. Sempre Fanucci ha ultimato la pubblicazione della quadrilogia di James Maxwell, Evermen, con i libri La reliquia nascosta, Il sentiero della tempesta, La tradizione (The Hidden Relic, The Path of the Storm, The Lore of the Evermen). La serie, autopubblicata dall’autore in lingua inglese, non manca di fantasia, ma presenta uno stile e una caratterizzazione dei personaggi molto semplici, forse troppo. Più coraggiosa è stata la pubblicazione di Red Knight, il Cavaliere Rosso, primo volume della fortunata serie The Red Knight di Miles Cameron, già affermato autore di romanzi storici. Cameron è un esperto nell’arte della guerra medievale, passione che traspare dalle meticolose descrizioni di armi, armature e combattimenti nel suo romanzo, ricco di idee suggestive e misteri da svelare. Forse l’eccessiva descrizione tecnica ha soffocato la psicologia dei personaggi, che sono moltissimi e a volte un po’ abbozzati, ma la trama è molto intrigante. Ancora a Fanucci si deve la ristampa di un’altra pietra miliare del fantasy, visionario e simbolico, Cronache di Ambra (The Chronicles of Amber) di Roger J. Zelazny, che mancava da molto tempo nelle nostre librerie. Per il momento sono disponibili sia in versione cartacea che in ebook Nove principi in Ambra, Le armi di Avalon, Il segno dell’Unicorno e La mano di Oberon, mentre l’ultimo, Le corti del caos è disponibile in ebook (la versione cartacea è di prossima pubblicazione). Altra ristampa Fanucci da non dimenticare è sicuramente l’ultimo romanzo della Trilogia dei Lungavista di Robin Hobb, Il viaggio dell’assassino.

L’Armenia, avendo ormai concluso la saga di Malazan del grande Steven Erikson, ha tradotto due nuovi autori di fantasy classico. Per la prima volta in Italia abbiamo potuto leggere Michael J. Sullivan, con il primo volume della sua fortunata trilogia The Riyria Revelations, Ladri di Spade (Thefts of Swords), un sword & sorcery divertente senza essere superficiale, con protagonisti ben delineati, che si ricordano, e una trama classica ma coinvolgente. Il romanzo è stato ben accolto dai lettori italiani e la casa editrice ha annunciato la prossima pubblicazione del secondo volume. Poi abbiamo Il Potere e la Vendetta (Hope and Red), primo romanzo della trilogia L’Impero delle Tempeste (Empire of Storm) di Jon Skovron. Skovron è un affermato scrittore YA al suo primo impegno nella narrativa per adulti. Il risultato è un romanzo molto avventuroso, che sicuramente non manca di fantasia, ma forse avrebbe giovato di un maggiore approfondimento generale, sia nella caratterizzazione dei personaggi che degli eventi stessi, che scorrono un po’ troppo velocemente, con il rischio di sembrare approssimativi.

La Nord, che ha avuto il merito di portare in Italia la saga di grande successo dello strigo Geralt di Rivia, dello scrittore polacco Andrzej Sapkovski, nel 2017 ha pubblicato La strada senza ritorno, un’antologia di racconti fantastici di cui il primo, che dà il titolo al volume, è ambientato nell’universo di Geralt e può essere considerato una sorta di prequel. Sapkovski nelle sue storie sposa felicemente il folclore dell’est Europa con i temi più classici del fantasy tolkieniano, inserendoli in storie insolite, spesso antieroiche e disilluse. I mostri, nei suoi racconti, sono non di rado migliori degli umani. La saga di Geralt, dopo aver ispirato il noto videogame, sarà presto una serie su Netflix, di cui ancora non si conoscono i dettagli.

Sempre la Nord ha pubblicato l’ultimo romanzo della serie sugli Albi dello scrittore tedesco Markus Heintz, L’ira degli Albi. Heintz non sarà il nuovo Tolkien, ma ha avuto il coraggio di dedicare una saga intera a quelli che erano i villain dei suoi libri sui nani, che l’hanno fatto conoscere: gli elfi dagli occhi neri assetati di potere. La serie è scritta bene e presenta delle trovate degne di un buon thriller. Consigliata a chi non disdegna gli archetipi del fantasy classico e magari, in segreto, ha sempre parteggiato per i cattivi…

Alla Newton Compton dobbiamo la pubblicazione di Magic (A Darker Shade of Magic), primo volume della trilogia Shades of Magic di V.E. Schwab, opzionato per il grande schermo dalla compagnia di produzione di Gerard Butler. Il romanzo presenta un’idea di base piuttosto intrigante: esistono diversi universi paralleli e diverse versioni della città di Londra, in cui solo alcuni individui speciali riescono a spostarsi, ma è severamente proibito portare oggetti da un mondo a un altro. Naturalmente, quando il protagonista farà immancabilmente ciò non deve, cominceranno i guai… Un romanzo ricco di avventura e di magia, dal sapore forse un po’ troppo YA per essere un Adult.

Nel complesso, le proposte editoriali valide non sono mancate, ma l’impressione è che alcune case editrici storiche giochino molto in difesa, puntando sulle ristampe e rischiando poco con i nuovi autori. Speriamo che il 2018 ci stupisca in positivo.

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