Dies Irae, di Ezio Amadini

Nell’epoca dell’olografia, della realtà virtuale, della comunicazione globale e istantanea, nessuno pensava più alla stupida, banale, fragile e insostituibile vecchia carta.

 

Quarta di copertina:

Anno 2050. Sullo sfondo della corsa allo spazio, rinvigorita dalla realizzazione di un ascensore spaziale internazionale, si sviluppa un’intricata vicenda di terrorismo globale.Una inquietante e potente triade incarica uno scaltro mercenario americano di portare a compimento un incredibile quanto diabolico progetto, il Dies Irae, destinato a colpire e fermare la grande corsa allo spazio e lo stesso progresso scientifico e tecnologico dell’Umanità, considerati opera del Diavolo. Salvatore Esposito, detective alle dipendenze del più grande gruppo industriale del mondo, dovrà fronteggiare e prevenire una gravissima minaccia, in grado di riportare l’intera umanità indietro di oltre 50 anni, con l’aiuto di una strana intelligenza artificiale e di una ex pilota di aerei da caccia. Gli eventi si susseguono nell’arco di 15 anni, coinvolgendo la stessa ONU, illustri scienziati, imprenditori e militari, in vari Paesi della Terra, sulla Luna e nello spazio, fino al loro eclatante epilogo sul pianeta Marte.

 

Per il sottoscritto tra gli aspetti piacevoli dell’edizione di Stranimondi 2017 c’è stato l’incontro con Ezio Amadini, simpatico e gentilissimo autore che ha avuto la pazienza di presentarmi il suo romanzo d’esordio, Dies Irae.

I miei antichi pregiudizi contro la fantascienza italiana sono superati da tempo, ed è quindi con molta curiosità che ho iniziato la lettura di questo tomo di oltre seicento pagine, che ha avuto l’onore di essere editato da Annarita Guarnieri e di rappresentare il debutto della collana Andromeda, curata dall’amico Alessandro Iascy.

Con uno stile scorrevole, eccezionale per un’opera prima, rallentato appena da alcune spiegazioni tecniche, comunque molto curate e utili alla comprensione della trama, l’autore romano (classe 1956) proietta il lettore in un fanta thriller complesso, ricco di personaggi e soprattutto scenari: Roma, Londra, il Medio Oriente, l’India e l’Africa equatoriale sino ad arrivare ai deserti lunari e marziani, senza tralasciare i claustrofobici interni di moduli spaziali e astronavi.

Se molti elementi sono stati presi in prestito dal pozzo ormai senza fondo della fantascienza anglosassone, come gli ascensori spaziali e l’utilizzo dell’antimateria, non mancano alcuni spunti originali e ha fatto piacere a chi scrive vedere l’Italia rivestire finalmente un ruolo di primo piano, al fianco di potenze vecchie e nuove, nell’esplorazione e nello sfruttamento economico del cosmo. Non meno piacevoli le descrizioni dell’Urbe a metà del ventunesimo secolo, una metropoli del futuro prossimo che pare abbia superato felicemente i problemi di oggi. Una visione positiva e ottimista dell’avvenire che si distingue dalle molte distopie che popolano la fantascienza nostrana. Da segnalare inoltre che sebbene l’azione rivesta un ruolo importante, specie nella seconda parte, non si assiste a scene di violenza gratuita o insensata: invece di ricorrere a facili espedienti, Amadini costruisce una detective story articolata, che copre un arco temporale di oltre un decennio e che ha come principale fine il divertimento del lettore, catturandolo con l’intelligenza della storia e le caratterizzazioni dei vari personaggi.

Indubbiamente la coppia di protagonisti principali, l’investigatore Salvo e l’IA Bibi, ricorda da vicino quella composta dal detective Elijah Baley e il robot R. Daneel Olivaw di asimoviana memoria. E come Abissi d’acciaio diede il via a una delle più fortunate serie della fantascienza, si spera che Dies Irae venga seguito da altri episodi, ambientati nello stesso universo.

 

Ezio AMADINI, DIES IRAE, Watson Edizioni, collana Andromeda, 2017, pp. 684, prezzo di copertina 18,00 € (ebook 2,99 €).

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