L’eterno addio, di Chen Qiufan

“Chi sei davvero?” Non posso evitare di chiederlo.

La sua voce è attutita, indistinta.

“Sono un’infermiera. Il mio paziente è il tempo”.

(trad. di Alessandra Cristallini)

 

Presentazione Future Fiction:

Cosa succederebbe a un consulente di marketing aziendale se riuscisse a trovare la strategia perfetta per lanciare l’applicazione di maggior successo di sempre, la fantomatica “Buddhagram”?

E cosa si cela dietro i movimenti sinuosi dei misteriosi pesci di Lijiang, un paesino dove tanti professionisti finiscono per “disintossicarsi” dai ritmi disumani del lavoro?

E infine, che cosa resterà dei ricordi di Xiaochu, dell’ultimo addio detto a sua moglie, nel momento in cui si sottoporrà a un esperimento di fusione mentale con una forma di vita “aliena” che abita i fondali marini, un verme sconosciuto ma dall’esistenza straordinaria?

Le storie di questa prima antologia in Italiano di Chen Qiufan colgono al meglio un aspetto cruciale della Cina odierna: l’ibridazione. La Cina, infatti, non è più soltanto cinese ma anche e soprattutto un’entità globale che fonde buddhismo e capitalismo, intrattenimento e amore in modalità completamente diverse da quelle di pochi anni fa. Parafrasando un famoso passaggio del racconto di Arthur C. Clarke “I nove miliardi di nomi di Dio” Chen Qiufan fa dire al monaco di un tempio: “Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile a prima vista dalla magia Buddhista.”

 

Sebbene la letteratura fantascientifica sia arrivata in Cina agli inizi del XX secolo, con le prime traduzioni di autori come Jules Verne e H. G. Wells, gli scrittori dell’ex celeste impero si sono potuti dedicare a questo genere solo con la fine della tempestosa Rivoluzione culturale, alla fine degli anni ’70. In Italia è del 2006 l’Urania 1511 L’onda misteriosa, un’antologia dedicata a scrittori cinesi di fantascienza. Da allora l’opera di scoperta è continuata, bene o male. La collana Future Fiction, in prima linea in questa ardua impresa, ha presentato nel 2016 L’eterno addio, una raccolta di tre racconti firmati da Chen Qiufan (classe 1981). Chi scrive aveva qualche dubbio sulla qualità della traduzione, non direttamente dal cinese ma mediata dalla versione inglese. Per fortuna i dubbi sono stati fugati rapidamente, non solo davanti alla scorrevolezza del testo, per la qual cosa si ringrazia anche Alessandra Cristallini, ma anche dalla scoperta che la traduzione dal cinese all’inglese è stata curata da Ken Liu, altro scrittore di fantascienza, nato in Cina ma naturalizzato statunitense e perfettamente bilingue.

La collocazione temporale di questi racconti è un futuro non troppo lontano, al massimo qualche decennio da oggi, con una tecnologia sofisticata e invasiva, sempre sotto l’egida di uno stato forte e poliziesco. Chen non ricorre a nessun scenario alieno, preferendo luoghi della sua Cina che anche gli occidentali hanno cominciato a conoscere.

Nel primo racconto, “Buddhagram” (titolo inglese The Coming of Light, 2012), si analizza l’impatto che la tecnologia avrà, se già non è così, sulla devozione religiosa, in questo caso buddhista. Nel secondo, “I pesci di Lijiang” (The Fish of Lijiang, 2006), viene affrontato un problema attuale, in Oriente come in Occidente: lo stress della vita moderna. Purtroppo la depurazione offerta nasconde una verità di sfruttamento ancora più disumanizzante. “L’eterno addio” (The Endeless Farwell, 2013) conclude splendidamente l’antologia e affronta il tema della fusione mentale, tanto caro alla letteratura cyberpunk e non solo. Stavolta il protagonista, disperato a tal punto da accettare l’esperimento, si ritrova nella mente di una creatura che, pur condividendo con noi il pianeta, non può essere più aliena. Nonostante l’esperienza estrema, un destino ancora più estraniante è in agguato dietro l’angolo.

L’elemento comune in queste tre opere è la miscela tra la sensibilità tutta cinese per l’animo umano, che il progresso economico degli ultimi trent’anni per certi versi ha rafforzato, e la coscienza moderna, sempre più influenzata dalla cultura di massa di stampo occidentale. Questi i due elementi che convergono nella narrativa di Chen, nonché di altri autori della sua terra: il risultato è una letteratura fantascientifica nuova e originale, se non nei temi utilizzati, nella maniera di affrontare le sfide del mondo di domani. Prime fra tutte la solitudine e la sofferenza che ne deriva, che la tecnologia, in feroce e inarrestabile progresso, invece di alleviare rischia di ingigantire in maniera esponenziale.

 

CHEN Qiufan, L’ETERNO ADDIO (无尽的告别The Endless Farewell, 2013), trad. dall’inglese di Alessandra Cristallini, Mincione Editore, collana Future Fiction, 2016, pubblicazione digitale, prezzo ebook 2,99 €.

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