Red Knight. Il cavaliere rosso, di Miles Cameron

Miles Cameron, pseudonimo di Christian Cameron, nasce a Pittsburgh nel 1962. Laureato in storia medievale, esperto di sopravvivenza all’aperto e agente dell’Intelligence durante la prima Guerra del Golfo, dopo 12 anni di servizio nella U. S. Navy, è diventato scrittore a tempo pieno nel 2000, pubblicando numerosi romanzi storici. L’esordio nel fantasy avviene nel 2012 con Red Knight. Il Cavaliere Rosso (2017, Fanucci editore), primo romanzo del The Traitor Son Cycle (Il Figlio Traditore), giunto in finale al David Gemmel Morningstar Award. A quest’opera sono seguiti The Fell Sword (2013), The Dread Wyrm (2015) e A Plague of Swords (2016). La conclusione del Ciclo sarà The Fall of Dragons, sebbene l’autore stia già progettando un prequel.

 

Trama. Si sa che ventotto fiorini al mese sono un grosso prezzo da pagare per assoldare un uomo che ti difenda dalle creature selvagge. La stessa cifra, però, non è lontanamente sufficiente se la creatura da cui bisogna proteggersi è una feroce viverna, un mostro alato le cui fauci sono il terrore di ogni cavaliere. Lottare contro questi esseri non è una sfida adatta a tutti. Servono un lungo allenamento, l’età giusta e una buona dose di fortuna. Il Cavaliere Rosso possiede tutti questi requisiti: è giovane e desideroso di trarre fama e profitto da eroiche avventure. Per questo, quando lui e la sua compagnia vengono assoldati dalla Madre badessa per difendere un monastero minacciato da una spietata creatura alata, non si lascia sfuggire l’occasione. Il monastero è un luogo ricco e la missione non sembra, tutto sommato, inaffrontabile. Ben presto, però, il Cavaliere Rosso si renderà conto di aver condotto i suoi uomini in un’avventura non meno pericolosa e sanguinaria di una guerra…

 

La passione evidente dell’autore per la storia medievale si unisce al fantastico in un romanzo che inaugura un Ciclo narrativo d’impatto e destinato a spiccare nel panorama del genere. A Miles Cameron non si può che riconoscere un’insolita capacità di intrecciare realtà e immaginazione in modo da confondere la percezione del lettore, inducendolo a immergersi in quel mondo irreale come nelle pagine di un testo storico. Guerra e pace, gesti eroici e crudo bisogno di sopravvivenza o, ancora, desiderio di ricchezza e ricerca della gloria, sono temi che qui vediamo compenetrarsi abilmente, senza che ne si possano distinguere i contorni. Tutto ciò delinea una realtà che a fatica si discosta da quella “vera”, proprio perché chi scrive narra di ciò che vede, sente e conosce, e che ha sperimentato in prima persona. Ne risulta un notevole spessore psicologico dei personaggi, che agiscono in un mondo diverso dal nostro, ma che in qualche modo lo compenetra; allora il bene e il male sono quelli che anche noi conosciamo, i sapori, gli odori, i sentimenti, le situazioni sono quelle che fanno parte di un vissuto concreto, talmente tangibile da riversare sull’anima del lettore i dubbi e i dilemmi dei protagonisti, portandolo a vedere con i loro occhi, sentire con il loro cuore, percepire gli eventi dal loro punto di vista, introducendo una tecnica stilistica di grande interesse. Così, per un cavaliere la battaglia è buona e combattere bene è ancora meglio, ma non c’è assenza di giudizio morale; il Cavaliere Rosso è alla stregua di un eroe cavalleresco, un uomo valoroso che segue un codice etico preciso e a volte spietato, un soldato che sente di essere maledetto da Dio, perseguitato da un destino ineluttabile, che lo spinge a un tormento interiore lacerante. Proprio quest’attenzione ai dettagli, accompagnata da uno stile incisivo, un fraseggio secco, incalzante e a tratti brutale, privo di poesia o sentimentalismo, rende estremamente efficace la narrazione: “Peter cercò di avanzare, il brocchiero riuscì a tenere a bada la spada e lui con la daga corta riuscì a colpirgli la faccia; i denti e un occhio gli saltarono via prima che quello potesse rigirarsi. Poi, con la mano che teneva il brocchiero, afferrò la lama della spada con cui gli cinse il collo, iniziando a tagliarglielo a destra e sinistra finché non gli schiacciò la trachea trapassando collare di ferro e maglia”. Del Cavaliere Rosso è la prospettiva principale con cui viene proposta la vicenda, sebbene molti siano i personaggi che interagiscono direttamente con il lettore in una struttura complessa e ben intessuta, anche se non sempre fluida. I canoni caratteristici del Fantasy si calano così nel reale, dando piena coscienza della crudezza del mondo del medioevo. In questo romanzo si sente il dolore, la fatica, la paura, lo sfinimento del cavaliere medievale, e li si percepisce grazie a una scrittura ricca di descrizioni vivide, precise, presentate da un realismo così magnetico da assorbire la mente del lettore come in una seduta ipnotica; allora il lettore stesso diviene il cavaliere che combatte, soffre, strepita e vince, come un vero e proprio eroe cavalleresco dei nostri tempi, risucchiato dalla magia di un passato reso vivo e sanguinante dalla penna affilata di Miles Cameron.

 

Titolo: Red Kinght. Il Cavaliere Rosso

Autore: Miles Cameron

Traduzione: Adriano Angelini

Editore: Fanucci Editore

Collana: Collezione immaginario Fantasy

Anno di pubblicazione: 2017

Pagine: 788 (versione cartacea)

Prezzo: cartaceo €25,00 – ebook € 4,99

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