Cibola Burn – La cura, di James S. A. Corey

Bobbie pensò che era stupefacente la rapidità con cui l’umanità poteva passare dal ‘Quale intelligenza inimmaginabile può aver creato queste sconvolgenti meraviglie?’ al ‘Ecco, visto che non sono qui, posso prendermi le loro cose?’

(trad. di Annarita Guarnieri)

 

Seconda di copertina: 

Quando i portali che collegano a mondi lontani sono stati aperti e la via per la colonizzazione della nuova frontiera tracciata, orizzonti luminosi si sono spalancati di fronte all’umanità, portatori di conoscenza e benessere. Eppure qualcosa sembra non essere andato per il verso giusto. Ilus, il primo pianeta della nuova frontiera a essere colonizzato dagli umani, è sconvolto dalla violenza. I coloni lottano per affrancarsi da un potere dispotico e soverchiante, che reprime nel sangue ogni anelito di indipendenza e stronca ogni progetto di creazione di un mondo veramente nuovo, sintesi di umano e alieno. James Holden e il suo equipaggio vengono spediti a bordo della Rocinante nel bel mezzo della rivolta. La loro è una missione impossibile: trovare uno spiraglio di pace tra tanta violenza e restituire ordine a un caos che ormai sembra inarrestabile, perché da esso nasce il morbo, la pestilenza che minaccia l’universo e che sta uccidendo, insieme agli uomini, il sogno di civilizzazione fin lì intrapreso.

 

Non è facile imbattersi in una serie di fantascienza il cui quarto capitolo sia ancora avvincente come gli episodi precedenti. Con The Expanse, Daniel Abraham e Ty Franck – alias James S.A. Corey – hanno fatto sinora un lavoro pregevole.

In CIBOLA BURN – LA CURA (Cibola Burn, 2014) lo stile continua a essere scorrevole, scanzonato e serio assieme, perfettamente reso dalla traduzione di Annarita Guarnieri che si è sostituita, in corsa, al pur bravo Stefano A. Cresti. I colpi di scena si susseguono sino alla fine del corposo volume, contribuendo a mantenere la tensione nella trama ad alti livelli. Soprattutto la galleria di personaggi si conferma interessante: al cast fisso, formato dal capitano Holden e dall’equipaggio della Rocinante, si affiancano vecchie e nuove comparse, più o meno simpatiche ma ciascuna con un proprio bagaglio di vizi e virtù, che contribuiscono ad arricchire il quadro generale. Quadro che, a dimostrazione dell’abilità del duo di scrittori statunitensi, si allontana dalla consueta ambientazione un po’ claustrofobica fatta di astronavi e stazioni spaziali per spostarsi sulla superficie di un pianeta alieno, lontano migliaia di anni-luce dal sistema solare, il cui ecosistema, come scoprirà il lettore, riserverà molte sorprese ai protagonisti. 
Space Opera di ottimo livello, divertente e intelligente, che non poteva non dare vita a una serie televisiva, di uguale successo. Un plauso infine alla casa editrice Fanucci che, sostenuta dalle vendite, sta facendo uscire in Italia “Nemesis Game” (2015), quinto volume del ciclo, mentre negli USA è imminente la pubblicazione del sesto episodio, “Babylon’s Ashes“. Buona lettura a tutti gli appassionati di fantascienza avventurosa.

 

James S.A. COREY, CIBOLA BURN – LA CURA (Cibola Burn, 2014), trad. di Annarita Guarnieri, Fanucci, collana Narrativa, pp. 605, 2016, prezzo 19,00 € (ebook 4,99 €).

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